Sinopsis
Le interviste della rassegna stampa di Radio Beckwith. Tutte le mattine alle 8.00 con Marco Magnano e Matteo De Fazio.
Episodios
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Una foto panoramica dalla Libia - Intervista a Lorenzo Marinone
12/06/2020 Duración: 13minAlla fine della scorsa settimana le forze del maresciallo libico Khalifa Haftar hanno subìto l'ennesima sconfitta nella regione della Tripolitania, e hanno iniziato a ritirarsi. C'è chi nelle prime ore ha parlato della fine della guerra civile, ma è più probabile che ora si apra una nuova fase dello scontro.Da un lato è chiaro che l'offensiva di Haftar iniziata lo scorso anno è ormai terminata, ma restano ancora molte questioni in sospeso. Prima tra tutte il ruolo dei Paesi che appoggiano le diverse parti coinvolte negli scontri.Ne parla Lorenzo Marinone, analista per il Medio Oriente e il Nord Africa per il Ce.S.I., Centro Studi Internazionali.
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L'Italia, le armi, l'Egitto - Intervista a Giorgio Beretta
11/06/2020 Duración: 15minA metà maggio Rete Disarmo ha anticipato alcuni dati sulla vendita delle armi da parte dell'Italia. Da questi è emerso che l'Egitto è il primo cliente internazionale, con licenze di vendita che nel solo 2019 ammontavano a 870 milioni di euro. Solo pochi giorni fa alcune testate italiane parlavano di una "commessa del secolo" da parte dell'Egitto per un valore che potrebbe superare i 10 miliardi di euro.C'è però più di un punto critico in questa transazione. Da un lato l'articolo 11 della Costituzione, che pone l'Italia in una condizione di ripudio di ogni guerra. Dall'altro la violazione dei diritti umani perpetrata dall'Egitto, di cui si hanno prove ed esempi anche molto vicini all'Italia stessa.Ne parla Giorgio Beretta, analista di Opal, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza di Brescia.
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2020-06-08 - Rinnovate le sanzioni Ue alla Siria. Intervista con Marco Pasquini
08/06/2020 Duración: 15minLo scorso 28 maggio il Consiglio dell'Unione europea ha prorogato le sanzioni nei confronti del governo siriano di Bashar al-Assad per un altro anno, fino al primo giugno 2021. Secondo il comunicato che accompagna questa decisione, l'Unione europea afferma di aver deciso di mantenere le misure restrittive «per punire la repressione contro la popolazione civile». Josep Borrell, Alto rappresentante per gli affari esteri e per la politica di sicurezza ha poi aggiunto che l'Unione europea «è determinata a continuare a sostenere il popolo siriano e rimane impegnata a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per fare pressione affinché si arrivi a una soluzione politica». Marco Pasquini, direttore della Cooperativa Armadilla attiva da molti anni in Siria con progetti di partenariato territoriale, racconta che negli anni «Assad ha avuto tutto il tempo di salvare le sue risorse e quindi di mettersi in sicurezza. Non so quindi se hanno colpito questa classe dirigente, ma stiamo parlando di pochissime persone,
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Afghanistan: la guerra, la sanità, la politica - Intervista a Marco Puntin
05/06/2020 Duración: 12minAlla fine di maggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato l'ipotesi di accelerare l'uscita dall'Afghanistan delle truppe statunitensi. Secondo il calendario previsto il ritiro si sarebbe dovuto completare nella seconda metà del 2021. L'accelerazione può essere letta ancora una volta come un riflesso della politica interna statunitense: andarsene prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre significherebbe mettere fine a una guerra che dura da quasi 19 anni in tempo per il voto.L'Afghanistan spesso viene citato per i numerosi attentati che ancora avvengono con troppa frequenza. Ma ci sono altri aspetti della vita del Paese che vengono tralasciati, come la situazione socio-sanitaria.Emergency è sul campo in Afghanistan dal 1999. «Non vediamo praticamente nessun cambiamento, perché la guerra continua», racconta Marco Puntin, Coordinatore dei programmi di Emergency in Afghanistan.
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27-05-2020 - Cosa succede in carcere? - Intervista con Susanna Marietti (Antigone)
27/05/2020 Duración: 10minCome per il mondo “fuori”, anche nelle carceri esiste un “prima” e un “dopo” lo scoppio della pandemia di COVID-19.Questa netta linea di separazione si riflette nell’edizione 2020 del Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, presentato lo scorso 22 maggio. Quando la crisi sanitaria ha cominciato a far parlare di sé, e ancora di più con l’adozione di misure d’emergenza e di distanziamento sociale, si è presto capito che luoghi in sé fragili come le carceri sarebbero stati particolarmente a rischio. Proprio per questo, l’associazione Antigone, che a fine febbraio aveva completato la preparazione del rapporto 2020, ha deciso di rimetterci mano per raccontare anche questa profonda trasformazione.
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Le vittime delle carceri egiziane - Intervista a Riccado Noury
06/05/2020 Duración: 08minShady Habash è morto venerdì 1 maggio nel carcere di Tora. Aveva diretto il videoclip per un cantautore egiziano in esilio in Svezia in cui si faceva scherzosamente riferimento al presidente Abdel Fatah al Sisi. Non c'è stato un processo per Shady, detenuto in forma preventiva per più di due anni, né erano state concluse le indagini contro di lui.La storia di Shady Habash è simile a quelle di molte altre persone, colpevoli di aver oltrepassato la linea di separazione tra lecito e illecito. Una linea non chiara, non definita.Un esempio legato all'Italia è Patrick Zaky, per la cui scarcerazione si sono mobilitate Amnesty International e l'università di Bologna.La situazione delle carceri egiziane è nota ormai da tempo, ma sembra che tardino ad arrivare prese di posizione da parte di quei Paesi che hanno più stretti rapporti diplomatici con l'Egitto.Ne parla Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.
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L'operazione EUNAVFOR MED IRINI - Intervista a Fulvio Vassallo Paleologo
09/04/2020 Duración: 09minNell’ambito degli sforzi per far rispettare l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi in Libia, il 31 marzo l’Unione Europea ha annunciato l’avvio dell’operazione EUNAVFOR MED IRINI, che sostituisce la missione Sophia.Lo scopo di EUNAVFOR MED IRINI è di favorire il processo di pace in Libia, ma non è chiaro se potrà davvero svolgere il suo ruolo. Sembra ancora mancare una forte iniziativa politica a livello internazionale.La missione sarà in grado di effettuare ispezioni sulle navi in alto mare al largo delle coste libiche sospettate di trasportare armi o materiale correlato da e verso la Libia. Ma una nota della Farnesina specifica che l’operazione “non prevede porti di sbarco in Italia in caso di salvataggi in mare”. Sembra allora continuare, al di là degli intenti della nuova operazione europea, un approccio repressivo alla gestione della rotta migratoria del Mediterraneo centrale. Lo stesso criterio che ha portato a una serie di limitazioni e iniziative giudiziarie contro le organizzazioni non governative
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Una risposta senza precedenti - Intervista a Luciano Canova
08/04/2020 Duración: 09minSempre più frequentemente si sente parlare della crisi economica che seguirà quella sanitaria. Altrettanto frequentemente si parla di soluzioni, delle misure (emergenziali o meno) che potranno essere messe in campo. C'è però anche molta confusione dovuta alla complessità dei temi.Innanzitutto sulle misure spiegate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la presentazione del decreto imprese. La tendenza è a sovrapporre gli investimenti e le garanzie che uno Stato può dare, mentre nella realtà la differenza è fondamentale.C'è poi il nodo europeo, con le dicussioni e gli scontri tra Paesi sull'impiego dei coronabond o del Mes. Su questo piano la sfida si fa strutturale per l'Unione Europea: si tratta cioè di mettere in discussione strumenti che mettono di fronte alla necessità di un'Europa più federale.Infine, occorrerà fare chiarezza sul futuro economico a livello globale. Se da un lato è ormai dato per scontato che si andrà incontro ad una crisi, è altrettanto chiaro che questa avrà caratteristiche
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Sotto sorveglianza speciale - Intervista a Davide Grasso
23/03/2020 Duración: 08minIl 17 marzo il Tribunale di sorveglianza di Torino ha disposto due anni di sorveglianza speciale per Maria Edgarda Marcucci, attivista che aveva combattuto al fianco delle forze curde dello YPJ contro il Daesh.Questa misura non prevede lo svolgimento di un processo. I giudici compiono un pronostico sui possibili comportamenti futuri del cittadino, sulla base di un'analisi compiuta in collaborazione con la Polizia di Stato e la Procura della Repubblica. La decisione può essere presa anche sulla base di semplici indizi.Non si tratta dunque di decretare la colpevolezza di una persona, ma di dichiarare che si tratta di un soggetto pericoloso per i suoi possibili futuri comportamenti.L'istituto della sorveglianza speciale è stato accusato più volte di anticostituzionalità. Eppure, resta ancora lontano dall'attenzione dell'opinione pubblica, malgrado si tratti di una sospensione di alcune garanzie che spesso si danno per scontate.
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Che ruolo gioca l'inquinamento atmosferico - Intervista a Alessandro Miani
20/03/2020 Duración: 07minCon l'espansione dell'epidemia una domanda che circola frequentemente è "Perché proprio il Nord Italia?". Ci può essere una spiegazione per i dati così alti dei contagi nelle regioni della Pianura Padana? In realtà, di ragioni ce ne sono molte, e cercare una sola risposta sarebbe oltremodo riduttivo. Uno studio condotto dalla SIMA, Società Italiana di Medicina Ambientale, e prossimo alla pubblicazione riguarda una di queste ragioni: la qualità dell'aria.Per le sue stesse caratteristiche orografiche, la Pianura Padana ha da sempre una tendenza a uno scarso ricircolo d'aria. Questo è uno dei motivi per cui l'inquinamento atmosferico è particolarmente concentrato in questo territorio. Ma c'è di più.La letteratura scientifica internazionale ha messo da tempo in relazione la vitalità di un virus con le quantità di particolato disperso nell'aria e le condizioni di umidità e temperatura. Lo studio della SIMA indaga in questa direzione, incrociando i dati delle centraline Arpa per il rilievo dei pm10 e quelli dei co
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A stretto contatto con la violenza - Intervista a Antonella Veltri
19/03/2020 Duración: 05minIn queste settimane l'invito generale da parte di autorità sanitarie e di governo è di restare a casa. Ci sono molti motivi dietro questa indicazione, innanzitutto per non rappresentare un pericolo per sé e per gli altri. Ci sono però alcune criticità a cui occorre pensare.Una di queste è rappresentata dai contesti familiari in cui una donna subisce violenza. Una difficoltà nella difficoltà. È più complicato, infatti, trovare uno spazio fisico per la ricerca di aiuto. Questo si riflette in una diminuzione delle richieste di supporto, da non confondere con una diminuzione delle violenze in sé. Per il futuro, una volta cessata l'attuale emergenza, ci si può aspettare che i numeri tornino a crescere.Al momento l'associazione D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, ha lanciato un appello alla Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.Ne parla Antonella Veltri, presidente di D.i.Re. .
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Il punto sulla situazione nei CPR - Intervista a Gianfranco Schiavone
17/03/2020 Duración: 08minUno dei principali inviti per la prevenzione dei contagi da coronavirus è a mantenere una distanza tra le persone di almeno un metro. Eppure ci sono dei luoghi in cui rispettare questa indicazione è quasi impossibile.Le condizioni di vita nei CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) non sono cambiate. Le strutture sono aperte e attive, si mantengono le medesime condizioni di sovrappopolamento già presenti prima dell'epidemia. Per il momento il Governo non ha previsto uno stop ai nuovi ingressi. Contemporaneamente, però, non è stata messa in programma la cessazione delle misure di trattenimento nei CPR, sebbene sia prevista dalla legge e dalle direttive europee.Nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono presenti dei presidi sanitari, anche questi immutati nelle loro forme. Restano ancora alcune lacune, ma la presenza di operatori è solitamente garantita.È però la rarefazione più generale dei servizi, per i CPR come per i grandi centri di accoglienza, a preoccupare.Su queste basi, il 13 marzo scorso un g
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I nove anni del conflitto in Siria - Intervista a Fouad Roueiha
11/03/2020 Duración: 09minL'incontro tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan alla fine della scorsa settimana ha forse sancito la fine della fase armata intorno a Idlib. Il cessate il fuoco fino a ora ha sostanzialmente retto, e per la popolazione civile la diminuzione dei combattimenti è sicuramente un fatto positivo.Ma se ci si ferma ad analizzare i punti che compongono l'intesa ci si può rendere conto che forse si è fatto un passo indietro. Si è tornati a forme vicine a quelle dell'accordo di Sochi della fine di ottobre 2019. Questa volta vengono messe al centro le autostrade M4 e M5, fondamentali snodi per la Siria: a nord e a sud è istituita una fascia di 7 chilometri pattugliata da forze congiunte russe e turche.Si è quindi ancora lontani da una soluzione politica dello scontro. Più in generale, forse, manca una prospettiva di lungo periodo per quanto riguarda l'intero territorio siriano. A sud infuriano le proteste a Dar'a, dove erano scoppiate nel 2011. A nord circa un milione di persone preme al confine con la Turchia per s
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Violenza sulle donne. In che Stato siamo? - Intervista a Marcella Pirrone
06/03/2020 Duración: 07minNel 2014 l'Italia sottoscriveva la Convenzione di Instanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne. Per sollecitare lo Stato italiano ad applicarla pienamente D.i.Re lancerà l'8 marzo la campagna Violenza sulle donne. In che Stato siamo?L'iniziativa vuole porre sotto osservazione le istituzioni che dovrebbero lavorare su questi temi. Il Gruppo di esperte sulla violenza (GREVIO) del Consiglio d’Europa aveva dato al Governo indicazioni precise dopo aver monitorato l'Italia.La speranza della campagna è di poter arrivare a vedere messe in pratica le buone intenzioni espresse dalla politica.Ne parla Marcella Pirrone, presidente di Wave, la rete europea dei centri antiviolenza.
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Al confine tra Siria e Turchia - Intervista a Isabella Chiari
05/03/2020 Duración: 12minNella Turchia meridionale alcune città sono luoghi storici di passaggio e di frizione. Centri come Gaziantep e Kilis sono cruciali per lo spostamento verso nord delle persone che provengono dalla Siria.Con il perdurare del conflitto siriano, la presenza di profughi in questa regione è andata aumentando di anno in anno. Alcune stime raccontano di più di un milione di persone a sud del confine in attesa di entrare in Turchia.Se però resta vero che non ci sono state, ad ora, grandi ondate migratorie attraverso questa frontiera, la popolazione turca fa pressioni sulle sue istituzioni contro un'eventuale ipotesi di apertura ulteriore ai profughi. Dall'altra parte, la popolazione siriana in Turchia vive in un senso costante di incertezza.Associazioni come Amal for Education Onlus si occupano proprio di questo complesso scenario, tentando di mettere in pratica un approccio a lungo termine. Lavorare sull'educazione e sull'ingresso nel mondo del lavoro può consentire ai cittadini siriani di partecipare attivamente all
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La frontiera di Lesbo - Intervista a Cosimo Caridi
04/03/2020 Duración: 09minLa situazione in Siria continua a precipitare. Un milione di persone si era avvicinato nelle scorse settimane al confine con la Turchia per sfuggire al conflitto. Il 2 marzo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato l'apertura dei suoi confini e insieme la possibilità per i profughi di avvicinarsi all'Europa.In questo momento una delle maggiori zone di pressione è l'isola egea di Lesbo. Dopo l'approdo di migliaia di persone sulle sue coste, l'esercito greco ha dato il via a una serie di esercitazioni militari con armi vere come deterrente verso nuovi tentativi di sbarco. Si sono poi verificati diversi scontri tra gli isolani e le ONG che operano a Lesbo: sono stati istituiti dei checkpoint intorno al campo profughi di Moria per bloccare chiunque non sia residente sull'isola. La polizia greca, dopo aver tentato invano di aprire un nuovo campo profughi, resta a guardare.La città principale dell'isola di Lesbo, Mitilene, ha 20.000 abitanti, lo stesso numero di persone ospitate nel campo di Moria. Da
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La casa per le donne Lucha y siesta di Roma verso lo sgombero - Intervista a Chiara Franceschini
27/02/2020 Duración: 08minNella periferia di Roma il centro antiviolenza e casa rifugio per le donne Lucha y siesta rappresenta un importante punto di comunità solidale. Eppure il 25 febbraio il Comune di Roma ha disposto la sospensione delle utenze, e, come previsto dal tribunale fallimentare, il centro andrà all'asta.Ora è attivo un presidio permanente da parte delle attiviste e dei cittadini, si protesta per impedire che la struttura venga definitivamente sgomberata.Da dicembre è stata imposta un'accelerazione da parte dell'amministrazione di Roma, che ha ricondotto le funzioni di Lucha y siesta a servizi abitativi. I processi per uscire da situazioni di violenza sono invece molto più complessi.Ne parla Chiara Franceschini, operatrice del centro Lucha y siesta.
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Guarire i ciliegi: il quinto rapporto sugli Istituti Penali per Minorenni - Intervista a Susanna Marietti
26/02/2020 Duración: 08minL'Associazione Antigone ha presentato il suo quinto rapporto sugli Istituti Penali per Minorenni, intitolato Guarire i ciliegi.Negli Istituti Penali per Minorenni sono ad oggi 375 i detenuti, ma sono circa 13.500 i ragazzi in carico al sistema della giustizia minorile.Il sistema ha una gestione differenziata rispetto a quello per adulti. Con il codice di procedura penale specifico, i magistrati hanno un ventaglio di possibilità più ampio per decidere le sorti dell'imputato. La detenzione non è quindi la risposta più immediata.L'istituto penale è un'extrema ratio in questo contesto. Con le norme introdotte nel 2018 si prospettano condizioni detentive molto più aperte, di interazione dei detenuti con il territorio.L'impostazione differente rispetto al sistema della giustizia per gli adulti dipende forse anche dall'impostazione culturale. I ragazzi che hanno commesso reati sono percepiti come vite che la società non può permettersi di perdere.Ne parla Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione A
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Un diritto violato: la Casa Internazionale delle donne di Roma - Intervista a Antonella Veltri
11/02/2020 Duración: 08minIn questi giorni è in discussione alla Camera il cosiddetto decreto Milleproroghe. Al di là dei diversi punti più o meno criticati, c'è un elemento che è entrato e uscito dal testo del decreto. Si tratta del finanziamento alla Casa Internazionale della donna di Roma.Situata in un complesso monumentale in zona Trastevere, dal 1987 è sede di diverse associazioni che promuovono i diritti e la difesa delle donne. L'affitto per l'immobile ammonta a 7.000€ al mese, ma le associazioni, fondate sul volontariato sociale, non riescono a sostenere queste spese: si è così accumulato un debito di più di 900.000€.Si stima che i servizi, oggi resi gratuitamente dalle associazioni, abbiano un valore di circa 700.000€, ma la politica sembra giocare ora un ruolo di peso. Anziché affrontare i problemi reali che coinvolgono le donne e i loro diritti si è ridotta la situazione a un gioco di parti. Le donne scenderanno quindi in piazza per rivendicare un diritto ancora una volta violato.Ne parla Antonella Veltri, presidente di D.i
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Gli Stati Uniti e il divieto all'uso di mine anti persona - Intervista a Giuseppe Schiavello
05/02/2020 Duración: 10minDonald Trump ha deciso di revocare le restrizioni statunitensi all'uso di mine antiuomo. La convinzione è che una nuova generazione di esplosivi ad alta tecnologia potrà migliorare la sicurezza delle forze armate.Gli Stati Uniti, pur senza aver ratificato il trattato per la messa al bando delle mine anti persona, non ne hanno fanno uso per lungo tempo. Si ha quindi l'impressione che con questa decisione si voglia dare un messaggio alla comunità internazionale: gli Usa sono slegati dalla condivisione a livello globale e possono proseguire da soli le loro politiche.Se, da un lato, non si teme un "effetto contagio" su altri Paesi, dall'altro il timore è che ora enti militari, magari non statali, possano sentirsi autorizzati a impiegare mine anti persona.In Italia, al momento, la legislazione è ferma. La proposta di legge per tagliare i finanziamenti ai produttori degli armamenti è bloccata in Parlamento. Gli strumenti per prendere le distanze dall'uso delle mine potrebbero esserci, ma una certa immobilità li ren